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I conti del Comune

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Il bilancio consultivo 2011 in sintesi

Considerazioni generali

Nel licenziare il bilancio dello scorso anno si era rapportata la situazione economica del Paese a quella del primo dopoguerra, confidando che avendo raggiunto il punto terminale della crisi si sarebbe potuto avviare una fase di graduale recupero. Alla luce dei fatti e delle tendenze che si sono delineate  è del tutto evidente la situazione di grave emergenza nella quale continuiamo a trovarci.
Il cambiamento di prospettiva è legato all’evoluzione della crisi delle finanze pubbliche di diversi Paesi europei ma soprattutto, per quanto ci riguarda, alla difficoltà di finanziare il nostro debito pubblico, testimoniata dal progressivo allargamento degli spread pagati dai titoli di stato rispetto ai titoli di stato tedeschi, e alla perdita di credibilità dell’azione di governo sulla scena internazionale durata troppo a lungo.
In questo contesto la condizione delle finanze comunali non è peggiorata ma l’esigenza di traguardi sempre più pressanti nell’ottica del risanamento dei conti pubblici italiani si è riverberata su di esse con misure di carattere fortemente restrittivo.
Non potendosi escludere nuovi interventi correttivi nel breve periodo, basti ricordare che la manovra dello scorso agosto, sotto la pressione delle autorità europee, ha anticipato l’obiettivo di pareggio al 2013 e corretto i conti di ulteriori 48 miliardi di euro con un inasprimento degli “obiettivi” del patto di stabilità degli enti locali. Per il nostro Comune ciò comporta, anche a seguito delle modifiche apportate con l’approvazione della L.183 del 12 novembre 2011 “Legge di stabilità” un miglioramento dell’obiettivo per l’anno 2012 incrementato di ulteriori 1,65 milioni di euro rispetto ai preventivati 6,4 milioni di euro. Se a questo ulteriore miglioramento dell’obiettivo si aggiungono i tagli ai trasferimenti previsti dalla manovra previgente (D.L. 78/10), quelli determinati con la manovra prevista con il D.L. 201/2011 (decreto salva Italia), che ha determinato l’introduzione a partire dal 2012 dell’IMU,  si determina  che per l’anno 2012 l’impatto negativo complessivo sul bilancio comunale sarà pari a  circa 13,4 milioni di euro, che vengono confermati  anche per gli anni 2013 e successivi.
Alla riduzione dei trasferimenti diretti vanno aggiunti anche gli indiretti, quelli conseguenti alle riduzioni dei trasferimenti da parte dello Stato a Regione e Provincia. La Regione Emilia Romagna, a seguito del taglio dei trasferimenti statali, ridurrà i trasferimenti agli enti locali, che per il nostro comune sono stati quantificati in circa 1,8 milioni di euro che prevalentemente finanziavano iniziative nell’ambito sociale (F.R.N.A., contributi per l’affitto, fondo nazionale politiche sociali ecc).
Anche per il 2012 c’è un fortissimo rischio per i Servizi pubblici, perchè i tagli sono pesanti e l’Imposta Municipale Unica (IMU) raccolta dai Comuni viene trattenuta per il 50 per cento dallo Stato, quindi è un’imposta di fatto statale. Per poter riequilibrare le entrate dello scorso anno, sugli immobili il Comune è costretto a modulare le aliquote IMU, aumentando le aliquote sulle abitazioni secondarie e, leggermente, l’aliquota sull’abitazione principale. 
Continuano ad essere applicabili le riduzioni di spesa previste dal D.L.78/2010 quali  la cessazione delle indennità per i consiglieri di circoscrizione (ovviamente per il periodo di funzionamento degli organi), il blocco della contrattazione nazionale e degli aumenti individuali di retribuzione dei dipendenti pubblici (che la manovra di agosto ha portato dal triennio 2011-2013 fino al 31.12.2014 prevedendo che potrebbe protrarsi anche per gli anni 2015/2017 nel momento in cui ha disposto di fissare le modalità di calcolo relative all’erogazione delle indennità di vacanza contrattuale per tali anni), la riduzione delle spese (-80% sul 2009) per studi, ricerche e consulenze (settore  nel  quale già da anni l’Ente impegna risorse molto inferiori al tetto predefinito), per mostre,  convegni, pubblicità e rappresentanza non istituzionale (-80%), per acquisto, noleggi e manutenzioni degli autoveicoli (-20%), per le trasferte e la formazione dei dipendenti (- 50%) oltre al contenimento del turn-over al 20% della spesa sostenuta nell’anno precedente per il personale in quiescenza.
Nel 2012 l’inasprimento del patto di stabilità renderà sempre più difficile rispettarne i vincoli, comportando  la significativa contrazione dei pagamenti relativi all’esecuzione degli appalti in corso e di quelli che slitteranno dal 2011 al 2012, disattendendo l’input dell’Unione Europea per il pagamento in tempi certi dei lavori commissionati dalle pubbliche amministrazioni e creando problemi alle imprese e ai fornitori che con ogni probabilità non potranno beneficiare, come nell’anno 2011,  della “boccata d’ossigeno” offerta dal Patto di stabilità regionale.
Il triennio di previsione si caratterizza  dunque con forti margini di incertezza perché i rischi connessi allo scenario macroeconomico potrebbero con buona probabilità portare a ulteriori manovre correttive con provvedimenti che, a cascata, si riverserebbero ancora anche sul comune. Probabilità legata all’andamento dello spread ma anche al fatto che una parte della correzione necessaria per raggiungere gli obiettivi di finanza pubblica è stata rinviata ai prossimi anni senza aver definito fonti di finanziamento diverse da un generico riferimento a provvedimenti di riforma fiscale e assistenziale.
L’Amministrazione - confidando nella diffusa consapevolezza tra i cittadini della gravità della situazione data – continua a ritenere che la gestione dei servizi e degli interventi nell’ambito dei servizi alla persona, dell’istruzione, della cultura, dello sport e delle politiche giovanili, della sicurezza, dei trasporti, gli interventi  di riqualificazione urbana, tutela ambientale, politiche abitative, di semplificazione organizzativa, contribuiscano a sostenere quel tessuto economico e sociale cittadino messo fortemente in discussione dalla dimensione della crisi e dalle modalità introdotte nel tempo dal governo per farvi fronte.  Si ritiene pertanto di dover escludere di far fronte ai vincoli di bilancio  mediante il ricorso alla leva fiscale e all’incremento delle entrate extratributarie bensì operando una inevitabile contrazione della spesa laddove sussistano margini di discrezionalità, idonea tuttavia a  produrre risparmi sul piano di consumi, prestazioni sociali e, soprattutto, investimenti, e ancora attraverso misure di miglioramento dell’efficienza.
Per non contribuire ad esacerbare sul piano sociale le conseguenze della crisi economica e non volendosi prestare a “mettere le mani nelle tasche dei cittadini” per conto terzi, sul fronte delle  entrate le esigenze di contenimento  della pressione fiscale impongono  il congelamento della fiscalità comunale e la conferma per il 2012 dell’aliquota e della fascia di esenzione dell’addizionale comunale all’IRPEF, dell’imposta di pubblicità, oltre che delle tariffe dei servizi a domanda individuale per i quali le modalità e l’entità della compartecipazione dei cittadini al costo dei servizi sono determinate secondo l’indicatore ISEE .
Al fine di incrementare le entrate proseguirà e verrà intensificato, anche mediante formazione permanente del personale in collaborazione con ANCI, il lavoro di controllo e di recupero di imposta sui cespiti non dichiarati o parzialmente dichiarati, proseguendo altresì nell’azione di collaborazione intrapresa con l’Agenzia delle Entrate,
Rimane il rischio concreto di minori entrate, ancorché allo stato non quantificabili, in relazione al minor gettito IMU ed  IRPEF,  come conseguenza dell’aggravamento della situazione economico-occupazionale con possibili minori capacità di pagamento delle famiglie.
I significativi sacrifici richiesti agli enti locali nel contesto di crisi attuale impongono l’individuazione di scelte strategiche di fondo nell’ambito della realizzazione delle linee di mandato in cui le priorità sono rivolte a salvaguardare sul piano quali - quantitativo gli attuali standard di tutti i servizi comunali con particolare riguardo ai servizi alla persona  in favore dei soggetti più deboli della popolazione e dell’infanzia.
L’azione dell’Amministrazione prevede accanto ad un rigoroso controllo della spesa l’attenzione alle esigenze di sviluppo per attraversare la fase attuale senza compromettere la coesione sociale. Si ritiene prioritario per quanto possibile creare nuovo sviluppo, in particolare sostenendo il Polo universitario piacentino. Al finanziamento del piano delle opere pubbliche vengono destinate le entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione, dalle alienazioni e in parte dal gettito previsto dell’IMU e ciò in quanto è prevedibile che i proventi delle concessioni edilizie non presentino incrementi rispetto al passato, anzi se ne prevede una forte costrizione,  attesa la criticità del mercato immobiliare ed edilizio che non sembra interessato da segnali di ripresa. La traiettoria della spesa in conto capitale presenta una significativa flessione rispetto agli anni passati.
Non si prevede per il prossimo triennio il ricorso a forme di indebitamento la cui entità si è comunque ridotta  a seguito dell’estinzione naturale dei mutui, con significativo beneficio sul bilancio di parte corrente anche in termini di riduzione dei tassi di interesse.

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>> i bilanci comunali dal 1998

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Scheda realizzata il 11/07/2011