Palazzi, vie, piazze, monumenti
- Loggetta delle Grida
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Affacciata sull'omonima piazzetta che un tempo ospitava il mercato della frutta, la loggia fu costruita nel 1919 ad opera dell'architetto Tirelli, con l'intento di raccordare Palazzo Gotico ai fabbricati di via Illica.
- Monumento all'Immacolata
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Di grande effetto è la monumentale statua della Madonna posta al centro di Piazza Duomo; essa ricorda il dogma dell'Immacolata proclamato da Pio IX l'8 Dicembre 1854. E' opera del prof. Innocenzo Fraccaroli e dello scultore Bellezza di Milano. La statua è sostenuta da una colonna di 9,40 metri che doveva essere destinata a Palazzo Farnese. L' opera è stata posta nel 1862 ma è rimasta incompiuta in quanto nelle nicchie del basamento dovevano essere inseriti quattro profeti; invece vi è stata collocata una Madonna in bronzo di Ricchetti a ricordo dell'incursione aerea del Maggio 1944 che causò distruzioni e vittime nella zona di Piacenza.
- Munta' di Ratt
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A Piacenza la conoscono tutti: è la famosa scalinata che collega la sopraelevata via Mazzini alla più bassa via San Bartolomeo. La traduzione del termine, scritto in dialetto piacentino, è "la montata dei topi" poichè secondo la leggenda popolare questi roditori l'avrebbero percorsa in salita al fine di allontanarsi il più possibile dalle zone più basse adiacenti al Po durante le alluvioni e le piene del fiume.
Alcuni studiosi, invece, riconducono l'etimologia della parola a "montata ratta", espressione che stava a significare una ripida salita.
Attualmente la scalinata è una delle zone più caratteristiche della città: invasa da fiori sospesi dai davanzali delle vecchie abitazioni e dai tavolini dei piccoli locali della "vecchia Piacenza", si anima nelle serate estive di chiacchiere, di musica e di letture di poesie. Diventa un suggestivo angolo da fotografare durante l'inverno quando scende la neve e si trasforma in un luogo incantato.Orario: sempre aperta
- Mura Farnesiane
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La cerchia Farnesiana è la cinta bastionata cinquecentesca che cingeva completamente l'abitato. Percorrendo via XXI Aprile, si nota un lungo tratto delle mura, insieme al vallo circostante dove attualmente si svolgono manifestazioni sportive ed eventi musicali.
E' piacevole la passeggiata che da via Maculani costeggia le mura lungo un pittoresco viale alberato fino a giungere ad ammirare la basilica di S.Maria di Campagna.
Il percorso delle mura è interrotto da bastioni, di Porta Borghetto, punto di comunicazione a Nord, fino a raggiungere gli spalti della cinta muraria meridionale lungo il Passeggio Pubblico detto Facsal (Vauxhall) aperto nel 1784 che è possibile seguire fino a piazzale Genova toccando i bastioni Corneliana e S.Caterina in affaccio su via IV Novembre.
- Palazzo Anguissola da Grazzano
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Palazzo Anguissola da Grazzano, costruito fra il 1774 e il 1777, con il raffinato atrio diviso in tre navate, e lo scenografico scalone che sale al secondo piano ed è impreziosito da stucchi di Alessandro Della Nave e Antonio Villa. Il vasto salone e altre sale sono affrescate
da Giovanni Battista Ercole. - Palazzo Barattieri di San Pietro in Cerro
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Palazzo risalente alla fine del XV secolo,annoverabile fra le numerose dimore rinascimentali della città.
Il palazzo fu quasi completamente rifatto nel 1795, su progetto dell'architetto Lotario Tomba. A doppio cortile, con stemmi ed epigrafi, vi è ricorrente, in tutta la decorazione interna, il tema della frutta e in particolare degli agrumi. - Palazzo Caracciolo
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Palazzo Caracciolo, impreziosito da un fronte in cotto, é oggi ricordato perché nel suo giardino sorgeva un importante orto botanico.
- Palazzo Costa
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A Palazzo Costa sono da ricordare: lo scalone attribuibile a Ferdinando Bibiena e la notevole ringhiera di ferro battuto risalente alla fine del XV secolo.
- Palazzo dei Mercanti
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Fu costruito nel 1676 dal Collegio dei Mercanti, istituzione presente in città dal medioevo al periodo napoleonico. Durante la dominazione francese, soppresse le antiche corporazioni, fu sede del collegio elettorale, del tribunale del commercio e del Teatro della Filodrammatica. Attualmente è sede del Comune.
- Palazzo del Collegio dei Gesuiti
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Palazzo completato nel 1593 ospita oggi la Biblioteca Comunale Passerini Landi, funzionante dal 1774, che accoglie diverse preziose opere, fra le quali il più antico codice, datato 1336, della Divina Commedia ed il salterio di Angilberga su pergamena.
- Palazzo del Governatore
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Il palazzo, progettato dall' arch. Lotario Tomba nel 1787, ospitò gli uffici e l'abitazione dei governatori che si succedettero fino all'annessione del ducato di Piacenza e Parma al Regno di Sardegna.La Basilica di Sant' Antonino, dedicata al patrono della città, di cui conserva le reliquie, venne fondata nel quarto secolo d.C.
Fu punto di riferimento fondamentale per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, via che la chiesa costeggiava. Fu in Sant' Antonino che nel 1183 si avviarono i preliminari della pace di Costanza tra Federico Barbarossa e i Comuni. - Palazzo Farnese
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La storia di Palazzo Farnese, residenza della dinastia ducale sino all'estinzione dei Farnese nel 1731, inizia nel 1558 quando i duchi Ottavio e Margherita danno inizio alla costruzione del loro palazzo affidando il progetto a Francesco Paciotti. Il progetto prevedeva
l'abbattimento della trecentesca Cittadella, voluta da Galeazzo Visconti, di cui rimane la parte ovest con la porta, i merli e due torri. I lavori, affidati in seguito a Jacopo Barozzi, detto il Vignola, furono sospesi nel 1602 e il palazzo rimase costruito a metà rispetto al progetto iniziale. Si tratta di un gigantesco incompiuto , costituito da tre piani e da un vasto seminterrato. A pianterreno e al primo piano, due eleganti logge si affacciano sul cortile interno, con nicchie angolari ed esedre. Preziosa è la cancellata in ferro battuto del '600 con i gigli farnesiani e corona ducale, frutto della perizia tecnica della scuola artigiana piacentina; essa introduce allo scalone e alla stanza del trono. Una cappella ducale ottagonale, ornata con stucchi, è opera del piacentino Bernardino Panizzari, detto il Caramosino, presenta un'elegante calotta interna e un piccolo presbiterio su cui si affacciano due balconi. Notevole la scala a chiocciola che collega il seminterrato con la vedetta del tetto.
Nell'insieme si apprezzano del Palazzo le ariose volumetrie ben valorizzate dal restauro architettonico. In quanto ai tesori d'arte un tempo custoditi, dopo che , nel 1731, Carlo di Borbone divenne re di Napoli, portò con sé, nella città partenopea, quadri, mobili, arazzi, il palazzo subì un rapido e inarrestabile declino, venendo adibito a caserma, ad usi militari , a tetto per le famiglie di sfollati riducendosi ad uno stato di abbandono e degrado. Solo nel 1965 iniziò la difficile e onerosa opera di recupero.
Il complesso vignolesco di Palazzo Farnese ospita il Museo Civico, la Pinacoteca, il Museo delle Carrozze, la sezione Archeologica e il Museo del Risorgimento.Come arrivare: Per raggiungere Palazzo Farnese da tutte le autostrade occorre seguire le indicazioni per il centro storico; l'accesso alla corte interna da piazza Cittadella è a livello; la corte ha una pavimentazione in ciotolato ma per raggiungere l'ingresso al museo non è necessario attraversarla. Ingresso con scalini, possibilità di richiedere l'utilizzo del servoscale; per accedere ai piani superiori si può usufruire dell'ascensore con tasti in Braille; servizi igienici accessibili ai disabili. Fermata autobus Tempi a mt 20 linee n. 12, 11, 9, 15, 2, 6; parcheggio con parchimetro a mt 30.
Giorno di chiusura: lunedì
- Palazzo Gotico
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L'edificio, rimasto incompiuto (si pensa, infatti, che la facciata visibile dovesse essere soltanto un lato dell'intera costruzione), domina ora lo spazio principale del centro cittadino, piazza Cavalli, con le statue equestri di Ranuccio ed Alessandro Farnese.
Il palazzo fu voluto nel 1281 da Alberto Scoto, capo dei mercanti e signore ghibellino della città e fu progettato dalle maestranze locali e forse comacine.
Gli architetti che seguirono i lavori furono i piacentini Pietro da Cagnano, Negro de Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghetto.
Di stile lombardo ogivale, ricorda nell'aspetto i tradizionali palazzi comunali dell'Italia settentrionale, col porticato basso per le adunanze popolari e i solenni finestroni con balconata per dar luce al grande ed unico salone superiore, originariamente creato per le grandi assemblee, ma che nel corso dei secoli fu anche utilizzato come magazzino e successivamente come teatro.
Nel salone l'11 giugno 1351 fu ospitato l'illustre poeta Francesco Petrarca ed in data 18 febbraio 1561 fu utilizzato come sede per i festeggiamenti del carnevale.
La cornice ornata di archetti, la merlatura ghibellina a coda di rondine, la torretta centrale che racchiude il campanone e le due torrette laterali, sono insigni simboli dell'architettura civile medioevale.
Su un basamento marmoreo, aperto da una loggia gotica con archi a sesto acuto, si imposta il piano superiore, dalle forme romaniche, con archi a pieno centro traforati da snelle trifore.
E' suggestivo il contrasto tra la parte inferiore in marmo rosa di Verona e quella superiore in cotto rosso decorato a motivi geometrici.
Una Madonna col Bambino, del sec. XIII, un tempo posata in una nicchia della facciata è ora conservata al Museo Civico, e sostituita da una copia.
- Palazzo Landi
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Di origini medievali, fu rifatto alla fine del XV secolo da maestri lombardi sotto la direzione del committente Agostino Landi, noto umanista piacentino. Ha un portale marmoreo e un cortile con porticato interno e decorazioni in cotto. I Farnese lo tennero come residenza ducale, poi divenne sede degli organi giudiziari. - Palazzo Madama
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La fabbrica dell'edificio, destinato a residenza delle duchesse vedove, venne iniziata nel 1658, su commissione di Madama Margherita de' Medici, madre di Ranuccio II Farnese. Alla morte di quest'ultima l'edificio venne destinato a dogana nel 1777 e in seguito a carcere nel 1884. La residenza occupava una posizione strategica e facilmente accessibile.
- Palazzo Malvicini Fontana da Nibbiano
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In via Verdi si incontra la ragguardevole mole del seicentesco Palazzo Malvicini Fontana da Nibbiano,potente famiglia che, durante il Medioevo, signoreggiò a lungo sulla Valtidone.
- Palazzo Mandelli
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In via Mandelli, il settecentesco Palazzo Mandelli, che appartenne ai marchesi di Caorso e dal 1913 è sede della Banca d'Italia, si impone per la lunga ed alta facciata (75x15 mt.) con cornici delle finestre a riccioli, mascheroni e conchiglie e per i due eleganti cortili.
Disperso l'ingente patrimonio di mobili e di dipinti. - Palazzo Marazzani Visconti
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In Piazza Sant'Antonino, sorge Palazzo Marazzani Visconti, che risale alla metà del XVII secolo, con ampliamenti a partire dal 1783. Il suggestivo cancello in ferro battuto é opera di Luigi Tansini (1840).
- Palazzo Mischi
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Palazzo Mischi venne realizzato agli inizi del XVIII secolo, accorpando e risistemando una serie di edifici contigui, alcuni appartenenti all'Ospedale dei Pellegrini di S. Ilario. Da osservare il cortile pavimentato con il caratteristico acciottolato a disegni floreali. La scala in posizione asimmetrica ha una pianta esagonale, sulla volta affresco attribuito a Bartolomeo Rusca.
- Palazzo Paveri Fontana
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Palazzo Paveri Fontana, fu sede di grandi feste tardo barocche, tra le quali restarono memorabili quella (1713) in onore di Federico Augusto principe di Sassonia, e una seconda (1715) per Carlo Alberto, elettore di Baviera.
