Tu sei qui: Come e Dove benvenuti la storia di Piacenza

La storia di Piacenza

3.23076923077

Sant'AntoninoPiacenza sorge sulla riva destra del Po, nel punto di incrocio delle vie di comunicazione che attraversano la pianura Padana sud-occidentale. I primi insediamenti in quest'area risalgono all'età del bronzo e della pietra. In seguito, Galli ed Etruschi dovettero abitare il territorio; mancano, però, tracce sicure.
La fondazione del primo nucleo urbano risale all'anno 218 a.C., quando seimila romani danno vita alla colonia di “Placentia”, lasciando segni ben visibili nel tracciato della città, come rivela l'impianto quadrato, impostato sul “cardo”, sul “decumano” e un reticolo di vie ortogonali.
La colonia sarà subito messa alla prova durante la seconda guerra punica da Annibale con la sanguinosa battaglia sul fiume Trebbia. In età repubblicana e imperiale Piacenza diventa un importante municipio e un fiorente porto fluviale e a partire dal 187 a.C. farà capo qui la Via Aemilia, poderosa dorsale subappenninica diretta a congiungersi a Rimini con la Via Flaminia e Roma. In era cristiana i piacentini costruiscono piccoli sacelli dedicati ai martiri del luogo, tra cui Antonino, centurione romano che cristianizzò la popolazione della zona all’inizio del IV secolo e fu martirizzato sotto Diocleziano.
Divenne patrono della città che lo onorò dedicandogli una splendida basilica.
Durante il lungo Medioevo la città subisce numerose devastazioni e Piacenza cade sotto il dominio dei barbari; essa verrà coinvolta nella guerra tra invasori goti e le truppe romane d'Oriente.
Passate le dominazioni ostrogota e bizantina, la città riacquista un ruolo predominante come capoluogo di un ducato longobardo.
La vera ripresa coincide con il dominio dei Franchi, a partire dal IX secolo.Palazzo Gotico.jpg
Situata lungo l’antico percorso della via Francigena, Piacenza assiste intorno al Mille alla sua rinascita demografica, civile ed economica, grazie alla sua collocazione strategica tra le grandi direttrici che scendevano dalle Alpi alimentando il forte transito di mercanti e di pellegrini.
Nell'età dei vincoli feudali e del potere dei vescovi-conti, accanto alla nobiltà di sangue, cresce un intraprendente ceto mercantile e artigiano, nuovo potere finanziario che permetterà alla città, secoli dopo, di essere annoverata tra i grandi centri d'Europa.
La fine dell’anno 1000 vede inoltre una ripresa dello spirito filopapale, non a caso Urbano  II annuncia a Piacenza l'intenzione di bandire la prima Crociata per la liberazione  della Terra Santa (1095).
La città diventa libero Comune nel 1126 e scende in campo con la Lega Lombarda  contro il Barbarossa che firma qui, nella chiesa di S. Antonino, gli accordi preliminari per la pace di Costanza (1183).

Nel XII e XIII secolo si intensifica l'attività mercantile, in particolare la produzione di tessuti, ma prosperano altresì agricoltura ed economia con la fiera dei cambi.
La città si arricchisce di chiese, monasteri spesso dotati di ricoveri.
Vengono eretti in questa fase i due emblemi cittadini: prima il Duomo (1122), più tardi Palazzo Gotico (1281). Il Medioevo piacentino è tuttavia turbolento e punteggiato da una serie di lotte intestine con frequenti cambi di supremazia. Dalla seconda metà del XIII secolo in poi si susseguono alla guida del territorio gli Scotti, i Pallavicino, Alberto Scoto (1290-1313) mercante e potente banchiere, i Visconti (fino al 1447), gli Sforza (fino al 1499). Luigi XII di Francia, per rivendicazioni sul Milanese, tiene anche Piacenza sino al 1521. Nel 1545, Papa Paolo III Farnese costituisce in Ducato le città di Parma e Piacenza, attribuendone il possesso al figlio Pier Luigi, primo degli otto duchi Farnese che, fino al1731, governeranno la città.
Ai Farnese succederanno i Borbone, sino alla loro dipartita (1859).

Veduta di Palazzo Farnese.jpgMa il Ducato conosce, a riprese, le dominazioni austriaca,  francese, napoleonica e il governo di Maria Luigia d'Austria (1816- 1847) che fu una sorta di regno illuminato per la città e per il contado: la duchessa bonificò ampi territori, fece costruire ponti lungo la Trebbia e il torrente Nure, avviò iniziative scolastiche e artistiche.
Con un plebiscito del 10 maggio 1848 Piacenza è la prima città in Italia a chiedere l’annessione al nascente Regno d’Italia, ancora allora Regno di Sardegna, meritandosi, dal Re Carlo Alberto, il titolo di «Primogenita d’Italia» - di cui la città ancora si vanta.
Le truppe austriache abbandonarono definitivamente Piacenza, dove resta vivo l'impegno a favore dell'indipendenza, come dimostra il massiccio arruolamento fra le fila dei volontari garibaldini. Il primo ponte ferroviario, inaugurato il 3 giugno 1865, alla presenza del futuro re Umberto I, rende intanto più rapide le comunicazioni fra Nord e Sud.Nel 1891, in città si firma l'atto costitutivo della prima Camera del Lavoro italiana, riuscito tentativo, da parte dei lavoratori, di tutelarsi ed emanciparsi.


Le due Guerre mondiali videro una notevole partecipazione di soldati piacentini e, purtroppo, di caduti: più di 600 nel primo conflitto, oltre 4000 fra dispersi e caduti, durante il secondo. La medaglia d'oro al valor militare conferita alla città dal Presidente Scalfaro nel 1996, dimostra quanto intenso e doloroso fu l'impegno dei piacentini durante la lotta di liberazione dalla dittatura nazi-fascista. Le brigate partigiane entrarono in Piacenza, liberata dagli occupanti, nella mattinata del 28 aprile 1945, giorno da cui inizia, per la città, la storia di questo dopoguerra.


>> itinerari

>> palazzi, vie, monumenti

>> chiese

>> musei